Rossano sorge su una collina ai margini della Sila Greca, affacciata sulla Piana di Sibari e sul mare Ionio. Il suo centro storico conserva un'impronta che in Calabria ha pochi paragoni: quella bizantina. Per secoli la città è stata un centro spirituale e culturale di lingua greca, e ancora oggi chiese, manoscritti e tradizioni raccontano quella stagione. Dal Casale Le Tre Volte il centro storico di Rossano è a circa 15 km: una distanza breve per un viaggio che attraversa mille anni di storia.
I monaci basiliani e le grotte degli eremiti
Nel IX secolo la conquista araba della Sicilia spinse molti monaci di tradizione greca a cercare rifugio in Calabria. Intorno a Rossano trovarono pareti rocciose, valli e silenzio: si stabilirono in grotte, celle ed eremi scavati nella roccia, le cosiddette laure, dove vivevano in preghiera e penitenza. Da questa presenza nacque il vasto movimento monastico che la tradizione chiama basiliano, dal nome di san Basilio, e Rossano divenne uno dei principali centri ascetici dell'Italia meridionale, con diversi monasteri e numerose laure nei dintorni.
Il simbolo di quella stagione è la piccola chiesa di San Marco, risalente al X secolo e considerata il monumento più antico della città. Ha una pianta a croce greca inscritta in un quadrato, tre absidi semicircolari e cinque piccole cupole su tamburi cilindrici, ed è spesso accostata alla Cattolica di Stilo. In città si trova anche un'altra chiesetta di epoca bizantina, la Panaghia, mentre la cattedrale è dedicata a Maria Santissima Achiropita.
Il Codex Purpureus Rossanensis
Proprio nella sacrestia della cattedrale, nel 1831, venne ritrovato il tesoro più celebre della città: il Codex Purpureus Rossanensis. È un evangeliario greco del VI secolo, con pagine di colore purpureo che contengono il Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco, accompagnati da miniature che lo rendono uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento giunti fino a noi. Il 9 ottobre 2015 l'UNESCO lo ha inserito nel registro Memoria del Mondo. Oggi è custodito nel Museo diocesano e del Codex di Rossano.
San Nilo, il figlio più illustre
A Rossano nacque nel 910 Nicola, di famiglia aristocratica, che sarebbe diventato san Nilo. Studiò presso la chiesa della città e divenne un abile calligrafo e autore di inni. Intorno ai trent'anni scelse la vita monastica: visse da eremita nella valle del Mercurion, poi fondò il monastero di Sant'Adriano, vicino all'attuale San Demetrio Corone, dove rimase a lungo. In età avanzata risalì la penisola, passò anche da Montecassino e si stabilì infine nei pressi di Tuscolo, dove pose le basi dell'abbazia di Santa Maria di Grottaferrata. Morì il 26 settembre 1004. È venerato sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa ed è tra i patroni di Rossano, insieme alla Madonna Achiropita: ogni anno, il 26 settembre, la città lo festeggia. Per il programma delle celebrazioni conviene fare riferimento all'Arcidiocesi di Rossano-Cariati e alle parrocchie.
L'abbazia del Patire e il comune di oggi
Sulle alture sopra la città, immersa nei boschi, sorge l'abbazia di Santa Maria del Patire. Fu fondata intorno al 1095 dal monaco Bartolomeo di Simeri, con l'aiuto di alcuni nobili normanni, e dedicata a Santa Maria Nuova Odigitria. Il nome con cui è conosciuta deriva dal greco e richiama la parola padre. La chiesa, più volte modificata nei secoli, conserva il fascino dell'architettura romanica normanna e, nella navata centrale, un pavimento a mosaico voluto dall'abate Biagio nel 1152, con animali fantastici dei bestiari medievali: un grifone, un leone, un centauro e un unicorno. Oggi il complesso è di proprietà dello Stato ed è gestito dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza.
La storia più recente è di tutt'altro genere. Il 22 ottobre 2017 i cittadini di Rossano e di Corigliano Calabro si espressero in un referendum consultivo a favore della fusione dei due comuni. Con la legge regionale n. 2 del 2 febbraio 2018 la Regione Calabria istituì il nuovo comune di Corigliano-Rossano, nato ufficialmente il 31 marzo 2018 e diventato una delle città più popolose della regione.
Rossano non si visita di corsa. È una città che si lascia leggere piano, fra i vicoli in salita e gli affacci sulla piana, dove la storia bizantina non è un ricordo ma una presenza quotidiana.
Rossano bizantina a pochi chilometri dal vostro alloggio
Il Casale Le Tre Volte si trova a circa 15 km dal centro storico di Rossano, nella campagna tra gli agrumeti: un punto di partenza tranquillo per scoprire la città con calma.