Il centro storico di Rossano arroccato sulla rupe, visto da sud, con il mare Ionio all'orizzonte
Veduta del centro storico di Rossano sul suo sperone roccioso, con il mare Ionio sullo sfondo — foto: Mboesch · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Rossano si raggiunge salendo dalla costa ionica verso una collina che guarda la Piana di Sibari. Dal 2018 fa parte del comune di Corigliano-Rossano, nato dalla fusione di Corigliano Calabro e Rossano, ma il suo centro storico conserva un carattere tutto suo: vicoli stretti, scalinate, chiese piccole e antichissime, affacci improvvisi sul mare. Per secoli è stata uno dei centri più importanti della Calabria bizantina, tanto da meritare il soprannome di "Ravenna del Sud" e l'appellativo di "la Bizantina", che si sente ancora oggi.

Se soggiornate a Il Casale Le Tre Volte, il centro storico è a circa 15 km: una distanza che permette di salire in paese con calma, anche solo per un pomeriggio, e di rientrare in campagna prima di sera.

La Cattedrale di Maria Santissima Achiropita

Il cuore religioso della città è la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, principale luogo di culto di Rossano. L'edificio, a tre navate e tre absidi, risale nel suo impianto all'XI secolo e ha ricevuto interventi nel Settecento e nell'Ottocento, che ne hanno cambiato in parte l'aspetto. Il motivo per cui molti entrano qui, però, è un'immagine: l'affresco della Madonna Achiropita, dipinto su un frammento di colonna e custodito nella navata centrale. La parola, di origine greca, significa "non dipinta da mano umana": secondo la tradizione l'immagine avrebbe un'origine miracolosa. Gli studiosi la collocano in un arco di tempo che va dalla fine del VI alla prima metà dell'VIII secolo. La Vergine regge il Bambino sul braccio sinistro, e il Bambino, con un rotolo in una mano, benedice la madre con l'altra.

Il culto dell'Achiropita è molto sentito e scandisce una parte importante del calendario religioso cittadino: per le date delle celebrazioni conviene fare riferimento alla parrocchia e all'arcidiocesi. A pochi passi dalla cattedrale si trova il Museo Diocesano e del Codex, che custodisce il Codex Purpureus Rossanensis, evangeliario greco del VI secolo iscritto dall'UNESCO nel registro Memoria del Mondo. Merita una visita a sé, e per questo gli abbiamo dedicato un articolo a parte.

San Marco e la Panaghia, le chiese bizantine

Sempre nel centro storico si trova l'oratorio di San Marco, uno degli esempi più noti di architettura bizantina in Calabria. La chiesa è datata fra il IX e il X secolo: in origine era dedicata a Sant'Anastasia e solo più tardi prese il nome di San Marco. La pianta è a croce greca inscritta in un quadrato, con tre absidi e cinque piccole cupole cilindriche, un profilo che viene spesso accostato alla Cattolica di Stilo. Nella zona vivevano un tempo monaci eremiti di tradizione bizantina, e l'oratorio era il punto di riferimento della loro comunità. All'interno restano tracce di un affresco della Madonna Odigitria, riemerso durante i restauri del Novecento.

Un altro piccolo edificio di età bizantina è la chiesa della Panaghia, datata all'XI secolo. Il nome, dal greco, significa "la tuttasanta" ed è un titolo dedicato alla Madonna. Sono spazi raccolti, lontani dalla monumentalità delle grandi basiliche, e proprio per questo restituiscono bene l'idea di una spiritualità fatta di preghiera, silenzio e vita monastica. Rossano, del resto, è la città natale di San Nilo, nato qui intorno al 910 e figura di primo piano del monachesimo italo-greco.

Passeggiare nel centro storico e cercare i panorami

Il modo migliore per conoscere Rossano è camminare senza fretta. Il centro storico si sviluppa sulla collina con strade in salita, piccole piazze e palazzi che raccontano le famiglie che hanno abitato la città nei secoli successivi all'epoca bizantina. Tra un vicolo e l'altro si aprono punti panoramici da cui lo sguardo scende sugli uliveti, attraversa la Piana di Sibari e arriva fino al mare Ionio. Nelle giornate limpide la vista abbraccia buona parte della Sibaritide, con la Sila Greca alle spalle.

Sulle alture sopra la città si trova anche l'Abbazia di Santa Maria del Patire, fondata intorno al 1095 dal monaco Bartolomeo da Simeri e diventata in età normanna uno dei monasteri più ricchi e noti del Sud Italia. È una tappa da aggiungere se avete tempo e voglia di un po' di strada in più tra i boschi.

Consiglio pratico: il centro storico si visita a piedi e le strade sono spesso in pendenza: scarpe comode e una bottiglia d'acqua fanno la differenza, soprattutto d'estate. Gli orari di apertura delle chiese e del museo cambiano durante l'anno e in occasione delle funzioni religiose: verificateli sui canali ufficiali dell'arcidiocesi e del Comune prima di partire.

Come organizzare la giornata

Una buona idea è salire in mattinata, quando la luce è morbida e le temperature più gentili, dedicando la prima parte della visita alla cattedrale e al museo, per poi perdersi nei vicoli fino all'oratorio di San Marco. Nel pomeriggio i belvedere diventano il posto giusto per guardare la luce che cambia sulla piana. Al rientro vi aspettano il silenzio degli agrumeti e la piscina all'aperto del casale: un modo semplice per chiudere una giornata piena di storia e tornare a rallentare.

Dopo Rossano, il silenzio della campagna fra gli agrumeti

Il Casale Le Tre Volte si trova nella campagna di Rossano, a circa 15 km dal centro storico e a circa 800 metri dal mare Ionio. Alloggi indipendenti con angolo cottura e piscina all'aperto nel verde, per rientrare con calma dopo la visita.